Movimento Arcaico per Fisioterapisti: rispondere a esigenze reali

Fisioterapia

bozzettiIl Movimento Arcaico, ripristinando funzioni motorie fondamentali, è un’integrazione eccellente per percorsi di terapia fisica e per le sedute di osteopatia.

Claudio Bozzetti
Esperto di tecniche di riabilitazione
Massaggiatore della Nazionale Italiana di Calcio

Quando finisci i tuoi studi e sei laureato come fisioterapista hai il desiderio che tutto ciò che hai fatto, studiato e praticato ti sia riconosciuto e vuoi un lavoro, una carriera che vada incontro alle tue aspettative e che ti ripaghi economicamente e con un’adeguata soddisfazione professionale.

Probabilmente vuoi anche gli strumenti per continuare a crescere e migliorare costantemente le tue abilità, forse ti sei reso conto che la formazione ricevuta all’università ha tutti i punti di forza e tutti i punti deboli della formazione accademica, come è ovvio che sia.

Quello che ti propongo è un percorso di formazione studiato per le esigenze reali dei fisioterapisti.

Cosa vuol dire “esigenze reali”?

Vuol dire che, sia che tu lavori in una struttura, sia che tu abbia il tuo studio privato o con dei colleghi, molto spesso ti serviranno delle abilità personali che difficilmente sono insegnate all’università o nei corsi di specializzazione.

Quando hai di fronte una persona che ha bisogno di riabilitazione o di lavorare su un qualsiasi suo deficit fisico ti servono certamente delle tecniche precise ed efficaci, ma ti serve anche la tua abilità personale nell’applicarle, la tua abilità personale per capire non solo la patologia ma la persone che hai di fronte, per poter far leva su qualsiasi risorsa possa aumentare l’efficacia del percorso terapeutico e quindi il benessere del tuo paziente.

osteopatiaI movimenti eseguiti con la scioltezza e la calma che Massimo suggerisce sono l’ideale per far riacquistare alla schiena una buona mobilità senza traumi; inoltre, insieme agli esercizi di mobilità articolare, possono essere il complemento ideale di un trattamento osteopatico.

Giovanni Amadasi
Direttore del Collegio Italiano Osteopati

L’elemento che ho notato che più interessava e del quale sentono più l’esigenza è una visione complessiva, bio-centrica e integrale dell’essere umano: la maggior parte dei laureati in TdR, anche i più preparati, spesso quando si trovano a contatto con  i pazienti sentono che la loro preparazione , per quanto valida, è di carattere settoriale e  carente di elementi che, pur esulando dal contesto specifico, potrebbero in molti casi essere di grande aiuto.

Il punto cardine però, quello che fa funzionare il tutto, è che il fisioterapista che inizia un percorso del genere fa innanzitutto un lavoro su di sé che gli consente di ampliare le proprie conoscenze e soprattutto la propria capacità di osservare il movimento delle persone, il loro tono e la loro configurazione raccogliendo così un insieme di informazioni , quasi una gestalt, che poi può utilizzare non solo per gestire al meglio il recupero del miglior movimento ma anche per decidere come utilizzare altri strumenti della suo bagaglio professionale come ad esempio manipolazioni, esercizi terapeutici, posture, ecc.

Quello che mi sta a cuore è che il fisioterapista acquisisca le conoscenze  e gli strumenti per fare un importante salto di qualità e definirsi come un professionista in grado di portarti da uno stato di lesione, patologia o  comunque difficoltà alla soluzione dello stesso (per quanto possibile) ed, in ogni caso, all’inizio di un’avventura evolutiva, una vera propria esplorazione delle possibilità di sviluppo e arricchimento delle proprie funzioni vitali e abilità senso-motorie.”

Cos’è il Movimento Arcaico e perché è utile nella riabilitazione

Il Movimento Arcaico è un percorso che permette alle persone di accedere a risorse innate ed evolverle costantemente e coerentemente: questo permette di migliorare molti aspetti della propria prestazione nello sport, nell’arte e nelle relazioni.

Il movimento arcaico non nasce come terapia e non è una tecnica di fisioterapia ma è un insieme di conoscenze, modelli e approcci tecnici e strategici per ottimizzare il funzionamento motorio e sensomotorio dell’essere umano: il fisioterapista  può quindi utilizzare questi strumenti in ambito terapeutico, sulla base di conoscenze pregresse e o integrativa, per migliorare in maniera significativa la risposta del paziente da un punto di vista fisico, psichico ed emozionale.

La pratica del Movimento Arcaico prevede un programma strutturato per recuperare in maniera precisa e sequenziale tutte le abilità motorie prototipiche dell’essere umano.

La sua unicità è data da un insieme di caratteristiche non riscontrabili nella maggior parte delle scuole di tecniche di fisioterapia, di posturologia o di consapevolezza motoria.

Il recupero e l’integrazione dei movimenti archetipici, delle abilità di apprendimento sensorialmente basate e delle abilità motorie e bio-motorie più evolute si svolge in maniera integrale, stimolando le risorse genetiche naturali dell’individuo, la coerenza senso-motoria e l’abilità del miglior impiego delle energie.

Lo sviluppo di questi schemi non si limita ad ottimizzare le risorse del paziente per il miglior recupero possibile della lesione, o di qualsiasi altro stato patologico, ma è indirizzato a mobilizzare in toto le risorse dell’individuo per orientarlo ad un utilizzo migliore del proprio organismo che lo porti ad una struttura più forte e flessibile.

Il fisioterapista che segue i principi del Movimento Arcaico non è più orientato a percepire il paziente come una lesione o l’esito di una patologia ma concepisce il paziente come una persona con un insieme di potenzialità  tra le quali c’è il pieno recupero della lesione.

Ma c’è anche molto di più: il riequilibrio ed il potenziamento di tutta la configurazione corporea.

Questo cambio di prospettiva non solo migliora le effettive possibilità terapeutiche grazie ad una visione più ampia, ma anche il rapporto col paziente sarà completamente diverso, perché questo non si sentirà un malato che si deve curare ma una persona che inizia a sviluppare delle abilità che magari nemmeno credeva di avere.

Per questo il fisioterapista non è più solo il “meccanico” che aggiusta la parte rotta (visone purtroppo comune a molti pazienti), ma è un professionista con delle abilità e degli strumenti di altissimo livello, alleato per il recupero della nostra funzionalità e per il riequilibrio del nostro organismo.

L’aspetto forse più peculiare del Movimento Arcaico è che il fisioterapista vive integralmente in prima persona l’esperienza  prima di trasporre quanto acquisito nel lavoro con altre persone.

Non è semplicemente come provare degli esercizi e farsi fare una manipolazione per capire come funziona o come sono le sensazioni: il fisioterapista si immerge completamente nel movimento fino a padroneggiarne i principi, fino ad avere le abilità necessarie per utilizzarlo creativamente, senza più bisogno di modelli prestabiliti o protocolli.

Il motivo è semplice: non puoi aiutare una persona a recuperare i pattern motori archetipici e tutte le potenzialità a questi connesse se tu per primo non hai un idea molto precisa di quali siano e di come arrivarci e non puoi avere quest’idea se non è una dimensione che ti appartiene.

Il valore del materiale che ti è fornito ai corsi e delle esperienze che farai è sicuramente molto alto ed è ovvio percepire che è utile e voler approfondire questi temi: devi comunque tenere presente che non è un percorso adatto a tutti i i fisioterapisti… è adatto solo a chi ha come direzione personale e professionale il costante miglioramento, l’apertura mentale e l’approfondimento continuo.

Alcune tra le peculiarità del Movimento Arcaico:

  • L’utilizzo della corretta progressione nella ricapitolazione ontogenetica per fornire al paziente tutti gli  Elementi costitutivi dell’essere “motorio”
  • Il setting che da terapeutico diviene esperienziale e generativo
  • La mobilitazione di risorse ed energie costituzionali archetipiche
  • L’integrazione dei riflessi posturali e dei pattern respiratori
  • Il condizionamento tissutale e delle catene miofasciali
  • La perfezione del gesto attraverso i pilastri del movimento
  • L’utilizzo di ogni canale sensoriale per l’espansione e l’integrazione degli schemi motori
  • L’arricchimento e il completamento dello schema corporeo su tutte le stratificazioni e tutte le funzioni
  • L’utilizzo dei pattern ritmici per calibrare le abilità di reclutamento muscolare e di gestione della forza applicata

Movimento Arcaico e posturologia

La maggior parte dei metodi di Posturologia, hanno ancora un approccio meccanico (tira di qua molla di là) pensando che con esercizi basati sull’immobilità e sulle tensioni muscolari si possa risolvere il problema di un disallineamento del corpo.

In realtà per migliorare in modo ottimale e duraturo la postura occorre sì bilanciare eventuali squilibri muscolari ma anche e soprattutto eliminare le cause originarie che hanno portato a questi squilibri.

Queste cause in alcuni casi possono essere di origine traumatica (in questo caso se ne occuperà un osteopata o un professionista con abilità specifiche) oppure, nella maggioranza dei casi, sono dovute ad abitudini come ad esempio, fare movimenti scorretti al lavoro, dormire in una posizione sbagliata, respirare in maniera non naturale, tendere determinati muscoli quando si è sotto pressione o si deve gestire una situazione stressante ecc.

E’ qui che il Movimento Arcaico raggiunge la sua massima efficacia; mettendoti nella condizione migliore, quella che noi chiamiamo “archetipica”, tu sarai in grado di gestire tranquillamente tutto questo: i tuoi movimenti diverranno ogni giorno più fluidi ed efficienti, il tuo respiro più libero e la tua capacità di gestire lo stress migliorerà così tanto che quando tra qualche mese ti guarderai indietro ti verrà spontaneo dire… meno male che ho imparato come fare.

Moduli Base

I seguenti corsi sono indipendenti tra loro e possono essere frequentati in qualsiasi ordine (salvo quando diversamente specificato)

1. Le funzioni vitali

Alcuni validi autori hanno utilizzato il ripercorrere lo sviluppo delle funzioni vitali per facilitare il processo terapeutico (Roods, Holle, Kabat e altri) ottenendo risultati significativi soprattutto in ambito neurologico.

L’approccio del Movimento Arcaico attraverso la ricapitolazione ontogenetica fornisce al fisioterapista un insieme di strumenti per ampliare le capacità di base delle persona con cui lavora, qualsiasi sia il tipo di percorso terapeutico che sta affrontando:

  • Individuare eventuali “anelli deboli” nella concatenazione dei pattern motori
  • Intervenire in modo lineare e non-lineare nel recupero degli stessi
  • Potenziare l’integrazione tra i vari schemi motori permettendo una miglior coordinazione tra questi (ad esempio tra respirazione e fonazione o tra i riflessi di raddrizzamento e quelli di “stabilizzazione”)

2.I Movimenti Archetipici

In questo modulo si apprendono e si sviluppano i movimenti archetipici di base come forma di potenziamento dell’organismo e come movimenti di completamento della riabilitazione motoria e senso-motoria.

Sviluppare e integrare un movimento archetipico non vuol dire solamente appropriarsi di un nuovo schema motorio per quanto funzionale ma significa agire su un insieme di comportamenti che sono sempre stati l’espressione massima delle potenzialità umane, quindi attivare delle risposte che coinvolgono l’essere umano su tutti i piani somatoemozionali.

Ad esempio, trattare un paziente con problemi di instabilità lombare o uno squilibrio della pelvi può essere fatto con molti metodi validi (manipolazioni,  ginnastica propriocettiva, PNF, ecc ) ma portarlo all’esecuzione della gestualità primitiva vuol dire fare un passo ulteriore: è portare il paziente nel percorso nel quale le caratteristiche le abilità motorie del tratto lombo-pelvico si sono sviluppate, nel contesto in cui scopre la reale dimensione delle potenzialità motorie e di risposta alle sollecitazioni di un segmento corporeo così importante.

Molti autori (Masgutova e altri) si concentrano sull’aspetto evolutivo dei movimenti archetipici: il fatto che questi costituiscano la base per ogni futuro apprendimento motorio fa di questi una piattaforma d’esercizio ottimale per il recupero delle abilità più importanti… e ciò è sicuramente innegabile … ma emerge un ulteriore e altrettanto vitale possibilità di applicazione di questi nel momento in cui li consideriamo non solo da un punto di viste dell’effetto sul SNC ma per gli effetti che hanno sugli altri sistemi e su come la pratica porti ad esperire  globale.

La persona che modifica il pattern della deambulazione passando da uno pur bilanciato, ad uno realmente archetipico, ottimizzerà l’utilizzo delle articolazioni, della respirazione, godrà di una miglior circolazione e soprattutto, la camminata passerà dall’essere una lavoro fisico ad essere un piacere fisico.

3. L’approccio alla persona

La lettura del corpo della persona, la comprensione del suo stile di comunicazione, delle sue esigenze e delle sue potenzialità sono abilità che si acquisiscono in tanti anni di pratica ma che possono essere migliorate rapidamente se si conoscono alcuni parametri fondamentali da osservare: parametri non clinici, non inerenti alla diagnosi o alla sua momentanea condizione di paziente, bensì parametri archetipici, pre-culturali che ti indicano  come il paziente sta vivendo ed elaborando soggettivamente la lesione o lo stato patologico, indipendentemente da che tipo di patologia sia.

Attenzione: non si tratta di tecniche psicologiche, ma di sviluppare l’abilità di entrare in risonanza con l’altra persona, sviluppare un acume percettivo sensorialmente basato quindi naturale… né tecnico, né mistico.

Il professionista che possiede questo strumento non solo ha una chiave di lettura più ampia della realtà interiore della persona, ma ha la sicurezza e la padronanza di comunicare congruentemente ed efficacemente con la persona stessa… trovando così un prezioso, irrinunciabile  alleato nel processo terapeutico.

4. Le risorse ideomotorie

Purtroppo pochi insegnano ad utilizzare la mente come risorsa per migliorare le qualità fisiche e ancor peggio, alcuni si cimentano in tentativi che si rivelano controproducenti.

Sono pochi i terapeuti che sanno come aiutare e condurre i propri pazienti attraverso l’utilizzo delle risorse immaginative per ottenere positivi riscontri fisici. Anzi, spesso purtroppo molti, per una mancata conoscenza della materia, ottengono l’effetto opposto. L’utilizzo dello stimolo ideomotorio può fare la differenza tra un esercizio riuscito e uno non riuscito poiché coinvolge molto più pienamente il sistema nervoso della persona.

E’ importante che il fisioterapista padroneggi questo strumento innanzitutto per:

  • Migliorare la qualità del proprio movimento
  • Insegnare alla persona ad allineare le proprie risorse (connessione mente-corpo-movimento)
  • Migliorare la qualità del movimento in qualsiasi esercizio/schema il paziente svolga: sia per quel che riguarda i parametri dell’esecuzione, sia quelli della percezione.

Il terapeuta specializzato in manipolazioni potrà notare con un minimo di sensibilità palpatoria come i tessuti di una persona coinvolta in un ‘esercizio di carattere ideomotorio modifichino il loro tono ed utilizzare quindi opportune istruzioni verbali per ottenere una sinergia (di carattere endogeno) col proprio operato: ad esempio non sempre la reazione del paziente è quella ottimale per usufruire pienamente dei benefici della manipolazione, questo può avvenire per diversi motivi (algie in atto, ipersensibilità, vissuto emotivo ecc) se invece il paziente è direzionato da un opportuno stimolo, una rappresentazione interna adeguata, allora la sua reazione sarà di maggior “ricezione” e collaborazione.

5. La riconfigurazione somatica

Oltre il mero allineamento dei segmenti corporei: in una struttura equilibrata ogni aspetto del sistema contribuisce al mantenimento di una configurazione funzionale, pertanto è fondamentale recuperare le qualità prototipiche di postura, respirazione e deambulazione creando le debite e naturali sinergie tra tutti i sistemi dell’organismo deputati a questa funzione.

Dalla dispensa del Corso PRP:

“In base alle mie ricerche, e soprattutto alla mia esperienza pratica, postura, respirazione e portamento sono tre aspetti fortemente intersecati del nostro modo di essere; sono talmente inscindibili che ogni esercizio che produce effetti su uno di questi elementi non può non produrne sugli altri. Sono talmente inscindibili che, ai fini di una più esatta comprensione, conviene utilizzare un termine unico che si riferisca ad un concetto unico, comprensivo dei tre elementi: utilizzeremo il termine “configurazione somatica”.

[...] una qualunque modifica a livello posturale si riflette così immediatamente ed inevitabilmente sul modo di respirare e sul modo di camminare da far pensare che scindere gli aspetti sia arbitrario e fuorviante. Enfatizzare nella pratica solo uno degli aspetti, come purtroppo avviene nella quasi totalità delle scuole, è, a mio avviso, metodologicamente arbitrario e controproducente in termini di qualità dei risultati e di rapporto tempo investito/benefici duraturi ottenuti. In realtà poi il concetto di configurazione somatica si estende, ovviamente, a molti altri aspetti biologici/esistenziali poiché un cambiamento della stessa può esercitare influenze molteplici sull’organismo  riscontrabili nel funzionamento degli organi interni, a livello neurovegetativo o anche in comportamenti di interazione con gli altri o con l’ambiente”

Tra le esperienze motorie proposte non si presentano: posizioni statiche, respirazioni “forzate” o rilassamenti indotti direttamente. Non compaiono nemmeno movimenti guidati di “educazione posturale”.

Il programma ricodifica i pattern in maniera molto dolce e graduale (soprattutto se confrontato ad altre scuole) nel pieno rispetto di tutte le funzioni organiche; questo permette di relazionarsi al cliente in un rapporto più sulla lunga distanza ma che produce risultati immediati e sulla base di una pratica decisamente più piacevole e coinvolgente.

6. La gestione delle forze e dell’equilibrio nella terapia manuale

Questo modulo si rivolge a tutti i fisioterapisti che praticano qualsiasi metodo o tecnica di terapia manuale. E’ un corso  fondamentale  perché insegna a organizzare il proprio corpo, le proprie abilità percettive e l’espressione delle forze  nel contesto tipico dell’attività terapeutica manuale.

Spesso interagire col corpo del paziente e concentrarsi sull’effetto che il  massaggio deve avere sui suoi tessuti fa sì che si possa perdere la percezione del proprio equilibrio e del proprio allineamento: questo allontana  drasticamente dall’utilizzo ottimale del corpo.

Apprendere a manipolare da una posizione di equilibrio e forza impiegando la propria energia in maniera ottimale permette non solo di risparmiare inutili sforzi e di non logorare i propri tessuti ma anche di essere più sensibili ed efficaci nell’esecuzione delle proprie tecniche , qualsiasi sia la scuola di provenienza.

7. La cefalea muscolo tensiva: visione archetipica e approccio integrale

La preoccupante diffusione delle cefalee mio-tensive (in costante aumento secondo i dati OMS) rende evidente come sia sempre più necessario una collaborazione interdisciplinare ben coordinata tra le varie figure sanitarie per affrontare il problema.

Il fisioterapista può rivestire un ruolo fondamentale, apportando un aiuto che va ben oltre al semplice massaggio decontratturante o alla blanda mobilizzazione dell’area interessata.

Attraverso la pratica mirata di determinati pattern archetipici non solo si riequilibra la muscolatura e quindi si riducono le tensioni a livello sub-occipitale e gleno-omerale che spesso originano i dolori ma il paziente avrà anche un altra serie di importanti vantaggi:

  • Impara nuovi pattern motori più funzionali che eviteranno la ricomparsa degli squilibri
  • Sviluppa sensibilità e consapevolezza propriocettiva
  • Migliora la circolazione dei fluidi nell’area interessata
  • Lombalgie e dorsalgie: visione archetipica e approccio integrale
  • Coxalgia e coxo artrosi: visione archetipica e approccio integrale
  • Moduli di approfondimento 
  • Pulsazione ritmica
  • Continuum motorio e somato-emozionale

4 commenti a “Movimento Arcaico per Fisioterapisti: rispondere a esigenze reali

  1. Salve sono fisioterapista,ho lavorato per anni nel calcio professionistico, vorrei saperne di piu’ riguardo le date dei corsi,i programmi,le sedi,i costi,grazie.

    • Ciao Vincenzo,
      complimenti per la tua attività e per i successi conseguiti. Ho un piccolissimo gruppo di fisioterapisti che stanno seguendo un iter con me e penso che presto potrò avviarne un’altro.Ti terrò aggiornato non appena sarà pronto il calendario; iscrivendoti alla newsletter riceverai tutte le informazioni per tempo.
      Ho parecchie richieste per questo corso ma voglio selezionare molto i partecipanti (non è un business quindi posso permettermi di prendere poca gente).

      a presto!

  2. Ciao Massimo,
    mi interessa il tuo approccio.
    Sono fisioterapista ma sento la necessità di un “qualcosa di più” e forse anche diverso dai soliti corsi nostri.
    Mi fai sapere quando organizzi un corso? Io vivo e lavoro a Roma.
    Grazie
    Françoise

    • Ciao Françoise,
      quest’anno sto portando avanti un progetto di formazione per educatori e genitori che mi sta assorbendo totalemnte, l’anno prossimo inizierò a tenere dei corsi specifici per psicoterapeuti e per fisioterapisti (ce ne sono diversi che partecipano ai miei corsi aperti al pubblico e che stanno già applicando molti principi di Movimento Arcaico nel loro lavoro, riscontrando, a quanto mi dicono, grandi beneifici.

      Teniamoci in contatto

      Massimo

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